lunedì 3 dicembre 2018

Ripetizioni


Sai, Davide, ti ringrazio.
Ti ho conosciuto alla fine del quadrimestre e mi hai aiutato a non essere bocciato.
Ci impegnammo negli ultimi mesi a ripassare argomenti di matematica, chimica e storia, e sapevo che ti era difficile farmeli capire perché non conoscevo i fondamenti su cui erano basati. Fummo costretti a ripartire dall'inizio. Come spieghi le equazioni a una persona che non conosce le tabelline?
Ci eravamo dati un obiettivo: la promozione, e grazie a questo iniziammo a conoscerci. Aspettavi che fossi io a decidere l'argomento da affrontare e prima di farlo mi chiedevi se ne avevo voglia. Capisti subito che non ero uno studioso, ma la compagnia, quella, mi piaceva. Tu non pretendevi niente da me. Lo apprezzavo molto, ma non potevo permettermi di ripetere un altro anno: i miei genitori mi stavano col fiato sul collo. Di fatto furono loro a chiamarti quando si resero conto che stavo finendo come l'anno precedente. Mi chiesero di raggiungerti in soggiorno. Mi guardai allo specchio, in camera mia, provando qualche espressione che mi stesse bene. Da un po' di tempo non ne trovavo una giusta, poi arrivai. Ci stringemmo la mano e mi dicesti che eri contento di aiutarmi, che davi ripetizioni per mettere alla prova te stesso, le tue conoscenze e il tuo modo di porti con le persone. Studiavi all'universitá e ti mancavano pochi esami alla laurea.
Mi spiegasti che l'atomo ti faceva pensare a una famiglia composta da neutroni e protoni, il nucleo, i genitori, attorno a cui girano i figli, gli elettroni. Con queste metafore mi avresti insegnato tutto ciò che mi serviva.
Non te l'ho mai detto, ma lo posso fare ora. Ti ammiravo. Conoscevi tante cose e avevi modi di pensare simili ai miei e all'opposto dei miei genitori. Mi assecondavi nei giorni tristi e non studiavamo. Restavamo a parlare. Ti raccontavo di me e delle mie insoddisfazioni e tu non eri da meno. A essere onesto eri arrivato in un momento in cui mi sentivo solo. Prima eravamo in due, fino a quando mio fratello trovò un'altra persona con cui passare il tempo, una ragazza, sai... e si allontanò sempre più, assecondando la sua natura di elettrone che salta da un'orbita all'altra, continuando a mescolarsi con molecole che non conoscevo e troppo complesse per me.
Rispondesti che i legami sono una fonte di crescita per tutti, sia quando iniziano, sia quando cambiano come in un ciclo e l'importante é saper assecondare le varie fasi senza forzare le altre persone, e che per quanto io vedessi lontano mio fratello saremmo sempre stati uniti da qualcosa ancor più piccolo delle particelle atomiche, da un rapporto quantico che la scienza ancora non sapeva spiegare, qualcosa che si sarebbe manifestato quando sarebbe stato necessario.
Mi insegnasti ad ascoltare facendomi vedere come stavi zitto mentre mi sfogavo. Abbassavi lo sguardo e capivo che provavi a immaginarti al mio posto e vedevo sul tuo volto le espressioni che cercavo di nascondere, malinconiche, che lo specchio non mostrava se non volevo. Lo facevi tu e mi rendevo conto che era per quello che mi sfogavo, per capire me stesso e di cosa stavo parlando. Non ci riuscivo da troppo tempo.
Facevi più del tuo dovere. Mi insegnavi i motivi per cui era scoppiata questa o quella guerra e mi spiegavi come non farne scoppiare altre non necessariamente tra due nazioni, piuttosto tra me e i miei genitori, spiegandomi oltre agli sforzi che facevano loro per me, la tranquillità che potevo dare io a loro facendo la mia parte andando bene a scuola e mi facevi notare come mio padre alzava gli occhi al cielo a ogni buon voto e mia mamma ci guardava con fiducia.
Tu raccontavi del futuro che immaginavi e del piacere di essere utile agli altri e di come ti mancava esserlo per te stesso, privo della possibilità di fare di meglio, sentendo di poter implodere da un momento all'altro.
Non ero capace di ascoltare come te e mi era più naturale dirti di tenere duro, che stavi andando bene e che le cose sarebbero cambiate, ma sapevamo entrambi che si trattava di frasi fatte.
I momenti piú noiosi erano quelli dello studio.


Il logaritmo é l'esponente della potenza al quale bisogna elevare un numero costante (o base) per ottenere un determinato numero.

La cinematica é una parte della fisica che studia il movimento dei corpi.

La prima guerra mondiale inizió a seguito dell'assassinio dell'erede al trono d'Austria, meglio noto come l'attentato di Sarajevo.

Passamo pomeriggi veramente duri, ma insieme all'estate arrivò la promozione. Ci sentimmo molto soddisfatti ed eravamo consapevoli che insieme avevamo raggiunto un grande risultato. 
Mi dispiacque che l'anno successivo non potesti aiutarmi. Prendesti la laurea e iniziasti a fare supplenze nelle scuole. Questo ti portò lontano da dove vivevo.
Finalmente avevi l'opportunità di gestire una classe, tanti elettroni che ti giravano intorno e avevi a disposizione la forza per attrarli. Eri colmo di fiducia grazie al successo avuto con me, eppure mi raccontasti che non andó bene. I ragazzi sembravano interessati più a loro stessi che alle lezioni e a fatica ti davano ascolto. Era come se tu non avessi niente da dare ed erano più le ostilità che le richieste d'aiuto. 
Io arrancai fino alla maturità. Da quando te ne andasti non ci furono più bei voti e mi diplomai con sessantacinque, tenendo duro fino alla fine.
Ancora ti devo ringraziare per essermi stato vicino.
Non condivideremo altri momenti, ma sfrutterò le cose che mi hai detto. 
Voglio pormi un altro obiettivo e realizzarlo come abbiamo già fatto. 
E no, non andrò sicuramente all'università.


Nessun commento:

Posta un commento