martedì 28 marzo 2017

Fermarsi prima

Mi sono sempre fermato ad un passo dai miei obiettivi senza farlo apposta. Non ne ho realizzato nessuno e sono costretto ad ammettere che non conosco la sensazione che si prova. Ero pieno di certezze e buoni propositi e le soluzioni le avevo già trovate, ma tutto andava in fumo a causa dei dettagli che non avevo previsto.
Un signore mi dice che ho la faccia adatta per fare l'agente immobiliare, allora lascio la mia carriera da pilota e accetto la sua offerta di lavoro. Era più sicura, priva di rischi e di pericoli.
Guidare era una passione che avevo da piccolo, iniziata con i videogiochi da corsa. E quante gare ho vinto... Mi immaginavo sui podi a stappare bottigilie di spumante e ad annaffiare la folla sottostante, mentre lasciavo a terra la coppa e l'automobile stanca parcheggiata poco distante.
In verità non faceva per me, no. Gli altri facevano incidenti ed io potevo restare coinvolto. Girando ad alta velocitá non mi sarei nemmeno accorto dello schianto, dell'auto che si ribalta e di qualche osso che si rompe. Al diavolo i sistemi di sicurezza!
Caterina è vivace, ma sfuggente. Mi piace che sia l'opposto di me e la sposo, pur sapendo che non avremo mai una famiglia.
È entrata nella mia vita con una lunga serie di telefonate e di mail in cui mi chiede di trovarle una casa, di come deve essere e di cosa ci avrebbe fatto, come se fossi tenuto a saperlo. Cambiava idea quotidianamente. L'unica costante erano gli ambienti ampi. Voleva grandi stanze in cui accogliere almeno una decina di persone perchè lei era sempre circondata di amici, colleghi o conoscenti.
Mi invitò ad una sfilata della collezione invernale: a lei il compito di venderla. Tutti le stavano intorno per discutere di moda, di gusti e tendenze. Nel suo campo era veramente brava.
A volte partiva per viaggi di lavoro e ne perdevo i contatti per giorni, senza poter sapere della sua salute o del lavoro. Tornava, litigavamo, poi uscivamo a cena.
Non sono mai riuscito a trovare una casa che mi piacesse. Mi annoiavano i dettagli che mi avevano inizialmente convinto, allora si cambiava, si ricominciava da capo, nuova strada, nuovo giro della cittá per raggiungere il mio lavoro e il salone di Caterina. Per lei era diventato indifferente perchè stava poco a casa, lasciava che me ne occupassi io.
La volevo grande, con uno studio ed un soggiorno illuminato. Lo avevo sempre saputo e ripetuto altrettanto, ma mi accontentavo di altro perchè vedevo un camino finemente decorato o un grande terrazzo ed una bella vista, oppure l'usciere che mi apriva la porta tutte le volte che andavo o tornavo.
Non sono riuscito a realizzare nessuna delle cose che avevo in mente. Restano belle immagini nella mia testa. Sono modelli visti forse in tivú che mi sono piaciuti.
Mi sembra di non aver vissuto la vita che volevo, eppure le scelte le ho fatte io ed ero cosciente che non tutto rispecchiasse i miei gusti.
Come faccio a conoscermi e come so di cosa ho bisogno?
É tardi per le domande e altrettanto per le risposte. Meglio non parlarne.
Caterina è di nuovo via. Spero solo di rivederla presto.

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